Clausole AI e dichiarazione negli appalti: la L. 132/2025
La normativa sugli appalti ora parla di AI. Chi usa strumenti AI per preparare l'offerta deve poterlo dichiarare — e dimostrarlo.
Cos'è cambiato
La legge 132/2025 porta l'intelligenza artificiale nel Codice degli appalti; le delibere ANAC 148 e 153 del 2026 introducono la dichiarazione sull'uso dell'AI nella domanda di partecipazione. La direzione è chiara: trasparenza sull'uso degli strumenti, e responsabilità di chi risponde. Il Consiglio di Stato, con la sentenza 8092/2025, premia tracciabilità e audit log nei processi documentali.
Il punto per chi consiglia
Per uno studio che prepara offerte per conto di clienti, la domanda non è «posso usare l'AI?» ma «posso dimostrare come l'ho usata?». La forma difendibile è il processo in cui l'AI propone e la persona conferma, con la traccia di ogni decisione: non il risultato opaco, ma il percorso verificabile. SchedaBando è costruito esattamente su questo processo.
Cosa fa la scheda
- Estrazione per-clausola delle clausole AI. Le clausole del bando che riguardano l'uso dell'AI — obblighi di dichiarazione, divieti, requisiti di trasparenza — vengono estratte con citazione e pagina, non riassunte.
- Audit log della revisione. Ogni campo confermato, corretto o scartato porta attore e timestamp: la traccia che serve quando il processo va ricostruito.
- La scheda come allegato. Il PDF con le fonti in nota mostra il lavoro fatto e come è stato verificato — pronto per il cliente e per la sua pratica.
Questa pagina descrive il quadro normativo come rilevato a settembre 2026 e non è consulenza legale: per il caso concreto, il parere resta del professionista. Le clausole citate in scheda vanno sempre lette sul documento originale — la citazione con pagina serve proprio a questo.